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martedì 21 gennaio 2014

Movie-Review: Capitan Harlock

PentAGamers presenta:

La Movie-Review di: Capitan Harlock

Del film dedicato al leggendario Capitan Harlock si son dette molte cose, tuttavia questa recensione non sarà per nulla uguale alle altre, questo è pur sempre un blog e come tale libero e indipendente. Libertà: è proprio questo uno dei valori di cui il film dedicato ad Harlock si fa vessillo, proprio come la bandiera che svetta sopra l'arcadia. Prima di iniziare però, sia ben chiaro, quest'opera con l'anime c'entra ben poco visto che si tratta di un Reboot (ossia di una rivisitazione totale di storia e personaggi). Fatta questa doverosa premessa la prima cosa che colpisce del film è certamente la sensazionale computer grafica messa in campo dal team, che grazie ad una palette di colori molto scuri e saturi riesce trascinare lo spettatore in atmosfere cupe e fredde. La sceneggiatura porta con se qualche ingenuità, che si riscontra in alcune scene senza alcun filo logico e nella banalità di quelli che dovrebbero essere i colpi di scena, davvero troppo prevedibili e scontati. Veniamo poi ad un'altro grosso difetto del film, le battaglie spaziali: ebbene queste sono davvero troppe e troppo lunghe specie nell'ultimo quarto prima del finale, dove lo squilibrio fra le scene parlate e gli scontri a fuoco è tale che può annoiare facilmente. Dispiace notare come anche la caratterizzazione dei vari personaggi, fondamentale in trasposizioni cinematografiche di questo tipo, sia riuscita solo a metà se da un lato infatti Harlock risulta tratteggiato alla perfezione, lo stesso non si può dire degli altri comprimari, sin troppo spesso relegati all'ombra del loro comandante. Restano intatti invece i valori di cui il capitano si è da sempre fatto stendardo, Libertà, Giustizia, Volontà sapientemente veicolati attraverso dialoghi molto ben scritti. Nonostante i difetti sopra citati, la pellicola scorre in modo piuttosto piacevole, e riesce nel non facile compito di ammodernare un personaggio che è stato capace di far sognare intere generazioni. Indubbiamente  si poteva fare molto di più, ma resta comunque un film consigliato a tutti i fan dell'affascinante universo di  Capitan Harlock.

Voto Finale 7,0

lunedì 2 dicembre 2013

Movie-Review: Shadowhunters Città di Ossa

Videogame-Review-Reloaded 
presenta la 
prima Movie-Review:  Shadowhunters: Città di Ossa

Sono oramai molti i film con protagonisti vampiri e licantropi ed è forse per questo motivo che non è facile riuscire a proporre qualcosa di nuovo in un genere che oramai da diversi anni soffre di un congenito ipertrofismo. Tuttavia, Shadowhunters città di ossa riesce in questa ardua impresa, grazie soprattutto ad un design delle varie creature ricercato e accattivante. La pellicola diretta da Harald Zwart infatti, colpisce per la perfetta amalgama fra il mondo descritto dalla scrittrice Cassandra Claire nei vari libri della serie e il modo in cui il regista lo ha portato su schermo. La sceneggiatura ripesca dunque a piene mani dal primo libro della trilogia e vede la giovane Clary fare i conti con il proprio misterioso passato, di cui man mano si scopriranno i diversi risvolti.

Il film adotta intelligentemente la via dei pochi preamboli, dandoci solo le coordinate essenziali per definire il contesto e i protagonisti. Parlando di questi ultimi, va detto come la scelta degli attori sia stata fortunatamente molto azzeccata, riuscendo a sostenere un plot in crescendo e a far crescere la psicologia dei  personaggi. La vicenda in se, pesca a piene mani dal filone dei cacciatori di demoni (tra cui il mai dimenticato Van Helsing interpretato da Hugh Jackman), senza però mai cadere nel banale o nei clichè propri di questo genere di film, cosa non facile considerando gli anni che si porta dietro. Intendiamoci: questo non è un film horror e non ha neppure la pretesa di esserlo; piuttosto abbraccia toni molto dark e cupi. La prova di questo sta nella presenza di una certa dose di ironia ed autoironia alle volte sconfinante in leggero slapstick, quando invece cominciano a comparire gli immancabili demoni le scenografie non brillano eccessivamente, forse per mettere ancora più in risalto il design delle aberrazioni. Gli scontri sono coreografati molto bene e riescono a rendere al massimo la fisicità dei vari cacciatori, Jace in particolare è quello che spicca di più; certo non siamo ai livelli dei combattimenti visti nella serie di Jason Bourne ma il risultato è comunque di molto superiore alla media. Questo risultato è stato possibile grazie anche al ricercato look delle armi, rigorosamente bianche, che si alternano all’utilizzo delle misteriose rune magiche teatralmente tatuate sui corpi degli stessi protagonisti. La stessa costruzione del contesto sa vendersi bene, in quanto tratteggia un’efficace sovrapposizione di mondi, quello di tutti i giorni, reale in quanto visto e quello invisibile, in quanto solo nominato, degli shadowhunters.

Nulla da eccepire per quanto concerne il lato puramente tecnico: le due ore circa di film, non pesano e si destreggiano fra lunghi piani sequenza, e riprese sincopate per quanto riguarda le scene di lotta. Ultima nota di merito, ma forse la più importante, il modo in cui sono trattate le storie d’amore. Ce ne sono infatti ben due, ma sono trattate in modo da non distrarre lo spettatore dal vero messaggio dell’insieme, ovvero che occorre sempre provare ad andare oltre l’ovvio , in tutti i sensi.  Le varie razze sovrannaturali presenti, diventano dunque una metafora non banale sulla limitatezza delle nostre percezioni.  In definitiva Shadowhunters:Citta di Ossa rappresenta un netto passo in avanti, rispetto a quanto fatto dal genere negli ultimi anni, pur prestando il fianco a qualche leggerezza e incongruenza rispetto all’opera cartacea. La pellicola risulta comunque pienamente comprensibile anche da chi non ha mai letto i libri. Un film dunque consigliato non solo ai fan della serie, ma anche a chi cerca un qualcosa di diverso rispetto ai soliti vampiri che luccicano.


Voto finale 7,5